Scribblings

I am also a scribe. I write! And sometimes in haste.
E come si dice in inglese scrivere frettolosamente, scribacchiare, scarabocchiare, anche con una calligrafia illeggibile? To scribble.
E il risultato? Scribblings!
Se poi qualcuno pubblica i tuoi scritti e ti paga pure… ancora meglio!

Ecco una selezione di cose da me scritte in varie occasioni su diversi temi.
Quali? La musica, la lingua inglese e la vita, of course. Music, English, life.

E quali testate mi ospitavano regolarmente?

Cominciamo con qualcosa di prestigioso: Lettere, il mensile dell’Italia che scrive. Facevo addirittura parte del comitato scientifico insieme a Monica Vitti, Dario Fo, Margherita Hack, Elio Toaff, Mario Monicelli e Gavino Sanna.
I miei scribblings epistolari erano sul sesso e la mancata comprensione in merito tra i sessi, sulla morte, su segni di vita artificiali, e una lettera anche a Father Christmas, dal quale però non ho avuto risposta…
E chi ne era il fondatore? Igor Righetti, noto comunicatore, ex-star di programmi come Crazy Time e Telemontepecora, e attualmente a Rai-Radio1 con Il ComuniCattivo.

Tuttifrutti era invece una rivista musicale di un folle romano fanatico di Frank Zappa, Massimo Bassoli, che ha captato il cambiamento radicale dei gusti dopo l’avvento del videoclip e di Videomusic, trasformando il mensile in un bisettimanale e dedicando due pagine al mondo della musica in immagini, intitolate VideoClive!

Altre occasioni?

L’editore Francesco Coniglio si innamora di me perché gli faccio conoscere il suo idolo, un certo Paul McCartney e – abracadabra! – nasce Hey Rock, rivista “diretta” da me e il nostro comune amico, il fumettista Massimo Cavezzali. Hey Rock era mainly cartoons, con fumetti fatti da disegnatori emergenti come Lillo e Greg.

Ho scritto poi cose meno cattive per riviste come Cioè, (dedicata alle adolescenti), e Made in Bo, che coinvolgeva i giovani bolognesi in una bellissima manifestazione mescolando musica, teatro, poesia, cucina e arte in genere, ideata da Maurizio Stanzani.

Rimane Tribe, mensile musicale molto piacevole all’inizio del millennio voluto dal mio patron. Come su Hey Rock ogni tanto ritoccavano quel che scrivevo…naughty boys and girls!