Music

“Music was my first love, and it will be my last…”

Sarà perché sono nato con mia mamma che cantava e mio padre che suonava il violino durante il parto… ma la musica fa parte del mio DNA, più tardi modificato con la batteria di Dave Clarke, gli strilli di Sonja Kristina, i lamenti di Marvin Gaye e gli incanti di George Harrison, il tutto sotto la direzione scientifica di Frank Zappa. Ho anche avuto la fortuna di conoscere e frequentare qualcuno dei sopracitati oltre a Paul McCartney, Ludovico Einaudi, Madonna, Norah Jones e tutti i protagonisti dell’invasione videomusicale degli anni ’80, dai Duran Duran e gli Spandau Ballet, a Peter Gabriel e gli Eurythmics. Da qualche anno faccio una radiografia costante dei testi nelle canzoni più programmate, non me ne perdo una.
Quindi? Ora mi sento un vero esperto di musica? Non proprio, ne so meno di prima!
Non sto qui a farvi un elenco delle canzoni che hanno fatto da colonna sonora della mia vita, vi propongo solo di ascoltare la musica della mia famiglia, brothers and sisters (so please listen to it!).
Are you ready? 3,4, go!

Carmen. Passione. Per la chitarra. In particolare quella elettrica. Una chitarrista femmina? Niente di nuovo, ma Carmen ci mette l’anima oltre alla tecnica. Sta per fare qualcosa di tutto suo dopo aver completato i suoi studi in un college inglese di musica e un po’ di gavetta in giro per il mondo come chitarrista del cantante inglese Kate Nash. Young and beautiful. Very.

Simone. Dal giardino di casa mia sento musica ovunque: dal ding dong delle campane della Certosa di Farneta al ciomp ciomp delle mucche della fattoria di fronte, dal cip cip degli uccellini alle melodìe del pianoforte a coda di Simone Soldati, il mio vicino di casa. Simone ha affrontato a testa bassa musiche poco conosciute ai più, suona da solista, con altri artisti (come la violinista Natasha Korsakova, dal sorriso contagioso) ed intere orchestre. Ha collaborato con Lello Arena, Antonio Caprarica, Moni Ovadia, Pino Caruso, Esperanza Fernandez, Annie Ducros e Arnoldo Foà e tenuto le prime esecuzioni di musiche di Gaetano Giani Luporini, Fabrizio Festa e Marcello Panni. Don’t shoot the piano player! Da ascoltare in concerto, in CD, o dal mio giardino….

Michela. Non so quale sia l’aggettivo corrispondente a “poliglotta” (che parla molte lingue) per descrivere chi, come Michela, sa usare molte voci diverse: da cantastorie alla disco music, dal blues al jazz, fino alle filastrocche per bambini per Easy Steps. Ma non si limita a cantare, interpreta con trasporto. Bravissima.
Rick è il mio soul brother da sempre, fin dal nostro primo incontro nel lontano 1973, in cui era il disturbatore musicale della quiete notturna nel campus dell’Università del Kent a Canterbury: regolarmente, alle due di notte, si sentiva un sassofono provenire dal parcheggio! Dal sassofono è passato a pianoforte, chitarra e voce: dai tempi del liceo Rick non ha mai smesso. Ha realizzato due LP e attualmente suona con tre formazioni diverse: rhythm and blues, jazz orchestrale e cover di Jim Morrison, Cab Calloway, Prince e Rolling Stones. Da intercettare in concerto!

Brad. Un violinista che spazia dal classico al pop, fino ad arrivare al comico! Brad ha suonato con Andrea Bocelli, Whitney Houston e Josè Carreras, ma anche Aldo Gentileschi, il suo alter ego (al pianoforte) nell’exploit comico teatrale Duo Baldo.

Piqued Jacks. Mi è sempre piaciuto assistere ad esibizioni di gruppi e cantanti sconosciuti od emergenti. Capita che un mio amico, Fabrizio, mi porti a sentire un gruppo che mi ha conquistato subito. Cantano in inglese con l’energia trascinante à la Red Hot Chili Peppers, brani veramente originali e coinvolgenti. Da Montecatini, il loro suono va ben oltre.

Gianfranco, maestro di ritmo con tamburi tamburelli e non solo. Nella sua carriera musicale, iniziata nelle Puglie, passando per Napoli per arrivare fino al capoluogo toscano, ha militato negli Etno, gruppo nato negli anni ’80, per arrivare ai Medilatini, coi quali si esibisce tutt’oggi, oltre ad excursus da solista: rhythm, voice, guitar…Gianfrà!

Marco. Musicista, compositore, arrangiatore e produttore, il talento musicale Marco lo tira fuori da se stesso e dagli altri. Ha schitarrato sui palchi di tutt’Italia accompagnando grandi artisti come i Pooh, Umberto Tozzi, Michele Zarrillo. Ha messo su uno studio di registrazione in cui si avventura volentieri in produzioni inusuali, dalle poesie di Totò in musica al musicista che parla con la chitarra… alla costante ricerca di qualcosa di nuovo.

Fabio, Koryu, un monaco buddista e un ukulele. Con lo strumento che ha portato sulla buona strada anche John Lennon, Fabio crea accompagnamenti musicali ai suoi testi sense and nonsense che caratterizzano le sue esibizioni: divertimento garantito! Milita anche in formazioni musicali come l’Orkestra Zbylenka, e non sempre con l’ukulele. L’ho conosciuto attraverso Hot Line Enterprises di Videomusic nel 1989 quando suonava in un gruppo, i Ruins e da lì in poi ho coinvolto Fabio in Made in Bo, Erotica, Speak Easy nelle scuole e in edicola con Corriere della Sera. Portatore sano di allegria.

Howard non ha certo la testa tra le nuvole pur vivendo tra le montagne svizzere! Una testa piena di note, accordi, spartiti, crescendos e innuendos musicali. Nato violinista, passato alla viola per poi prendere in mano la bacchetta da direttore d’orchestra senza mai più posarla. Oltre alla Zurich Chamber Orchestra che ha diretto per 10 anni per poi passare alla Brandenburg Staatsorchester, ha anche diretto la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, L’Orchestre National de France, la Tchaikovsky Symphony Orchestra di Radio Moscow, la Israel Philharmonic Orchestra, l’Orchestra of the Age of Enlightenment, più la Warsaw Philharmonic, London Mozart Players, Orquesta Nacional de España, la English Chamber Orchestra, la Northern Sinfonia e un concerto (l’ottava sinfonia di Gustav Mahler) con più di mille componenti. Ora sta completando un lavoro originale per bambini, una fiaba musicale. Potete ascoltare qualche assaggio dei suoi 60 CD pubblicati. Solisti d’eccezione come i pianisti Mikhail Pletnev, Rudolf Buchbinder e Fazil Say e soprano come Kathleen Battle e Edita Gruberová. By the way, Howard is my brother.

Tino è un caro amico che tutti noi conosciamo per la sua “Don’t stop production”, inno alla cup of tea che ci salva malgrado tutto. I suoi brani sono semplici e divertenti, riportandoci qualche decennio indietro in un bosco del Guatemala….

Luca aka Maurinaz (il suo cognome) è il più bravo mixer, miscelatore, montatore di musica che io conosca. Abbiamo passato tante nottate insieme (la maggior parte facendo Monte Carlo Nights on RMC), ma normalmente Luca passa le sue serate a fare il DJ, a produrre ed assemblare musica electrodance…se non andate in discoteca visitate il suo sito! P.S. Luca ha curato l’audio (regia e montaggio) del corso Speak Easy per l’edicola.

Tiffany. Cosa succede se mettiamo insieme una post-punk padovana, un fumetto di Guido Crepax, Lena Lovich, Nina Hagen e Siouxsie, un po’ di techno hardcore e electrodance….? Tying Tiffany! Da vedere live ma nel frattempo online.

Igor. Tra tutti i miei cari amici, colui che produce una musica non proprio nelle mie corde, il DJ e producer Igor aka DJ Spyne. C’è chi lo conosce grazie a Lo Zoo di 105, ma Igor produce dischi da sempre. Ha prodotto anche un migliaio di bellissime puntate di Speak Easy per Radio Monte Carlo, thanks!

Ronnie Jones. Tutti parlano degli Swinging Sixties di Londra, e Ronnie ne faceva proprio parte! Cantava con Alexis Corner, Ginger Baker, Jack Bruce, Dick Heckstall-Smith, Graham Bond, e dopo una residenza nel rinomato club Flamingo a Soho forma tre gruppi diversi (il suo manager era il fondatore d Radio Caroline, Ronan O’Rahilly, su cui è basato il film I love Radio Rock. Dopo un tour nel Vecchio Continente, Ronnie decide di trasferirsi in Italia e continua a cantare, con orchestra e una voce davvero suadente…

Eugenio Finardi, di tutte le mie raccomandazioni è quello che ha meno bisogno di presentazioni: singer, songwriter, guitarist… Dal rock degli anni ’70 ai testi in inglese, dai testi italiani impegnati al jazz. Eugene, come lo chiamerebbero “stateside”, ha un’Anima Blues, deep.