Giornalini

I giornalini The Crazy Times sono nati per esaudire le richieste dei telespettatori di Videomusic e in particolare di quelle che all’epoca si chiamavano “fanzine”.

The Crazy Times non parlava solo di Videomusic e i suoi Vj, ma di tutta la squadra di Crazy Time, la trasmissione a cui il giornalino era legato: da Amnesty International ad Andrea Pazienza, dai diritti degli animali al fan club di Eros Ramazzotti, dagli aforismi di Maurizio de Romedis ad un fotoromanzo con Julia Jones.

Dopo un esordio in 20.000 copie in bianco e nero spedite a 20.000 fans di Videomusic (19.200 per essere precisi) e pubblicato grazie al giornale undrground free press Stress(invenzione di un eclettico giornalista, Claudio Gherardini), il giornalino passa ai colori nel 1989 con il secondo numero tutto sponsorizzato da JBO e Bandrose, marchio di maglie magliette maglioni, e viene distribuito in 60.000 copie tra fans e negozi di abbigliamento.
La terza e ultima edizione in 80.00 copie subisce una modifica e diventa The Crazy Plastic Times dedicandosi anche al riciclaggio delle materie plastiche. Viene spedita ai fans e distribuita durante il tour di Plastic Replastic in 25 città italiane nell’estate del 1990.

Dietro le quinte, anzi davanti al computer, Carlo Ferroni, maestro del Macintosh, con la mano artistica di Vittoria Piattelli e i testi di Clive and a little help from Monica Magnani e Stefano Orsucci.
Da notare che il “mailing”, spedire per posta, era un fenomeno anni ’80 (niente Internet, SMS o volantinaggio!).

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